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pall. poppi vs sieci 65-50…

15 marzo 2012


Inizia la fase ad orologio ed è importante farsi trovare pronti. Quindi pochi cazzi, c’è da vincere contro una squadra, Sieci, che ha già dimostrato un paio di settimane prima di essere una squadra che è abituata a lottare e che può metterci in difficoltà.
Ed in effetti la partita parte in salita per i padroni di casa, dato che per tutto il primo quarto si ritroveranno a rincorrere gli ospiti che al tiro sono davvero in stato di grazia, e che vanno a segno con praticamente tutti quelli che ci provano. Un vero tiro a segno in cui Poppi, se da un lato non riesce a raccapezzarsi difensivamente e questo è un male, ha quantomeno il merito di non scomporsi in attacco e di riuscire a rimanere in scia di Sieci, tanto che il primo tempino si chiude 19-21. Poi, come se da fuori avessero settato il termostato degli ospiti da “nba” a “prima divisione, in trasferta”, ecco che le mani si raffreddano e gli attacchi cominciano ad essere molto meno efficaci, e questo, unito ad una difesa finalmente aggiustata da parte di Poppi (sarà pure che le gambe iniziano a scrollarsi di dosso la pesantezza degli “allenamenti” della sera prima), ecco che la situazione si ribalta, i tiri ad entrare sono quelli dalla nostra metà campo offensiva e il quarto si chiude su un confortante 41-30, un buon bottino in vista del tipicamente altalenante terzo questo.
E invece, pur tra mille situazioni di nervosismo un po’ per causa nostra, un po’ c’è da dire per via di un arbitro che decide di tollerare il gioco duro ma fa piovere tecnici sul groppone dei casentinesi come se piovesse, la partita si trascina in avanti con Poppi che non è più scoppiettante in attacco, ma tiene alla grande con un gran lavoro mentale in difesa e non fa mai rientrare veramente in partita i fiorentini. IL tempo scorre, si arriva agli ultimi minuti con 5 uomini precisi precisi e con qualche problema di falli, ma l’inerzia oramai ci premia e il gran varietà sportivo si chiude sul 65-50, giusto in tempo per andare a cena.
Ai ragazzi di Sieci vanno i complimenti di rito e c’è da dire che probabilmente la loro classifica è più penalizzante di quanto dovrebbe. Noi dal canto nostro dobbiamo trovare la giusta concentrazione: dal derby della prossima settimana al PalaCaselle passa gran parte della stagione.
il bar lando ha parlato!

i recuperi: poppi vs impruneta 60-15 e sieci vs poppi 68-58…

29 febbraio 2012


Si recuperano le due partite che erano state rinviate per neve un paio di settimane fa, e si tratta di due partite tanto diverse, quanto entrambe importanti. Vincendole entrambe infatti Poppi chiuderebbe di fatto i giochi in vista della terza fase, rendendo di fatto una formalità la fase ad orologio. Diciamo subito che il piano non andrà a buon fine, dato che tra i casentinesi e i 4 punti in classifica ci si mette Sieci.
La prima delle due partite è quella del venerdì sera contro Impruneta, squadra volenterosa ma ultima in classifica, che in più deve venire a fare la patita sul campo di Poppi che è finora imbattuto in questo campionato e che da due anni a questa parte è stato espugnato solo da Valdarnia dominatrice dello scorso campionato. È quindi quasi scontato che con questi chiari di luna Impruneta venga a fare la parte della vittima sacrificale designata, ed in effetti le cose vanno più o meno così. Poppi prende subito un vantaggio importante e, grazie ad una difesa attenta per tutta la partita, bastano solo un un po’ di azioni in croce in attacco per portare a casa la partita per 60-15. Epperò si vedono le prime magagne che saranno poi chiare due giorni più tardi nella trasferta in terra fiorentina. L’attacco infatti non è quasi mai fluido e non riesce ad affondare bene come era riuscito solo una settimana prima contro Valle Mugnone.
Domenica sera infatti Poppi, che si presenta a Le Sieci in formazione iper-rimaeggiata con 7 giocatori più un intruso a referto, farà una fatica bestiale a trovare con continuità la via del canestro, e la baracca è tenuto in piedi, per quanto possibile, dal solito Tani che però non può fare nulla per evitare il diluvio di conclusioni sbagliate, appoggi sbilenchi, palle saponate e gestione fantasiosa dei possessi in attacco, con l’aggravante di una zona che funzionava a fasi alterne. E non si pensi però che Sieci non ci abbia messo del suo, dato che si è dimostrata una squadra solida, capace di costruire buoni tiri e di portare blocchi in movimento con la sapienza di non farsene fischiare mai nemmeno uno dall’arbitro. Ne viene fuori una partita tutta di rincorsa per i casentinesi, e quando questa rincorsa si concretizza col pareggio, a fine terzo quarto, contestualmente finisce la benzina, Sieci da lo strappo definitivo e morta lì. Nell’ultimo periodo è solo gestione del vantaggio per i padroni di casa e si arriva sulla sirena sul 68-58, uno scarto forse eccessivo per quanto visto, ma tant’è.
La sconfitta lascia un po’ di amaro in bocca e un piccolo spiraglio per le inseguitrici, ma per noi deve essere lo stimolo per concludere una fase ad orologio in crescendo per poi afforntare i playoffs.
il bar lando ha parlato!

ps: Questo blog non è una testata giornalistica, le persone che ci scrivono non sono giornalisti. Nessuno guadagna un euro da quello che è e rimane un modo piacevole di passare qualche minuto\ora scrivendo di basket. Possiamo scrivere un po’ i cacchio che ci pare, e solo la nostra volontà detta linea editoriale, stile e temi. I contenuti di questo blog sono concessi con licenza Creative Commons. In soldoni possono essere copiati liberamente, basta solo citare la fonte.
Il Nuovo Corriere Aretino, al contrario, è una testata giornalistica. Nella generalità dei casi ci aspettiamo che chi ci scrive sia una persona pagata, profumatamente o no non è questo il punto, per farlo. Si suppone inoltre che abbia un codice deontologico da rispettare, e pur non avendolo sottomano in questo momento penso di non sbagliare di molto se dico che anche per i giornalisti rubare non risulti essere una pratica lecita.
Sembrerebbe quindi superfluo stare a sottolineare che copiare gli articoli pari pari dal blog al giornale senza non dico avvisare, ma nemmeno citare la fonte, è un comportamento che definire come “non troppo rispettoso” richiede da parte mia uno sforzo diplomatico non indifferente. Se dovesse passare di qua il Robin Hood del caso, mi piacerebbe sentire cos’ha da dire…

pall. poppi vs valle mugnone 81-60…

20 febbraio 2012


Dopo i continui rinvii causa neve, è il momento di tornare a giocare anche per Poppi, che al PalaBindi ospita Valle Mugnone, squadra che all’andata aveva fatto sudare i 2 punti ai casentinesi.
E sarà il lungo digiuno dal ritmo partita, sarà che gli ospiti paiono impossessati dallo spirito di ray allen e mettono dentro più o meno tutti i tiri dei primi 5 minuti, la partenza di Poppi è “ad inseguire”. Nella seconda parte del primo quarto però, Poppi prende le misure agli attacchi dei fiorentini le cui percentuali calano, e contemporaneamente in attacco iniziamo a girare palla con un minimo di criterio. Poi non appena Valle Mugnone fa l’errore madornale di mettersi a zona, prende una sequenza di triple sul groppone che levati, e il primo tempino si chiude con i padroni di casa avanti di una decina di punti. Vantaggio che i padroni di casa riescono a mantenere grazie ad un Tani che si accende al momento giusto, e al contributo decisivo di tutti: in attacco Poppi gira veramente a mille, i punti arrivano da molte mani diverse, e tutti portano il loro contributo di energia alla causa. Da segnalare pure uno storico gioco da tre punti portato a casa da Leo dopo un paio di giocate sull’asse play-pivot. I problemi rimangono un po’ in difesa, dove gli ospiti continuano a segnare da fuori e a cui vengono regalati alcuni secondi tiri gratuiti. Si va al riposo sul +13, ovvero 47-34, dopo che prima della sirena qualche momento di tensione aveva rischiato di riportare più a contatto gli ospiti.
Il terzo quarto continua su questa falsariga, Poppi controlla, cerca lo strappo in avanti soprattutto grazie ad una serie di penetrazioni che tagliano a metà la difesa avversaria. I lunghi poi cominciano a raccogliere un rimbalzo via l’altro, tipo ciliegie, e anche se Valle Mugnone tenta una reazione con un accenno di pressing, un po’ di gioco fisico e usufruendo di viaggi in lunetta concessi per incaute invocazioni al signore, Poppi rimane sostanzialmente padrone del match, respinge la temuta reazione allergica al terzo quarto e si prepara per confezionare i fuochi d’artificio previsti per l’ultimo periodo. In primis la difesa si stringe come mai prima, tra l’altro con un Michele in grande spolvero che recupera palloni in sequenza mixata e un Baco che si spende contro il 12 in un duello fisico e psicologico che lo esalta fino alla fine, Valle Mungone non troverà più la via del canestro dalla lunga per un bel po’ e soprattutto casentinesi danno un’accelerazione incredibile in attacco grazie all’apporto di tutti, ma il vero show lo mette su il nostro Mirco, che sfrutta una condizione fisica strabordante per penetrare nell’area da ogni parte fino a l’uno-due da apoteosi che chiude tutto, tira giù il bandone della partita e fa venire giù il PalaBindi: schiacciata in contropiede (propiziato e da un Baco in versione “motivatore”) e alley-oop andando a prendere in cielo un assist al bacio di Tani. Game, Set and Match Pallacanestro Poppi. 81-60 è forse una punizione eccessiva per una squadra, Valle Mugnone, che non ha assolutamente sfigurato e che forse è un paio di posizioni sotto a quello che il gioco espresso sabato sera indicherebbe. Ma questo è il basket, e in una girandola di partite da ritmo nba, la prossima settimana si chiude il girone di ritorno con i due recuperi. Venerdì 24 alle 21:00 in casa contro Impruneta e a seguire, domenica, l’impegnativa trasferta alle Sieci. Dovremo farci trovare pronti.
Il bar Lando ha parlato!

sales vs. pall. poppi 48-60…

1 febbraio 2012


La trasferta contro Sales, in quel gran pezzo di palazzotto che è il PalaSancat, non arriva nel migliore dei momenti per Poppi, che deve riannodare i fili della vittoria fuori casa proprio in una partita in cui mancano diversi giocatori. Carmine ha infatti alzato bandiera bianca in maniera definitiva, mentre Baco e Palazzo sono alle prese con malattie varie. In 8 volenterosi si raggiunge quindi la città pronti a giocarcela comunque.
Ma l’inizio del match è tutt’altro che convincente. Gli ospiti non riescono ad entrare in partita, sembrano bloccati e senza idee tanto che in attacco i palloni buttati alle ortiche semplicemente non si contano. In difesa poi, le gambe proprio non girano e gabtano un paio di blocchi decisi per aprire il campo ai tiratori di Sales, soprattutto l’8, che o è in serata di grazie o nella categoria sbagliata. In tutto questo tran-tran si fa presto a perdere la trebisonda e si arriva alla prima sirena sul 19-7…un -13 da brividi. Fortunatamente Poppi riesce a lasciarsi alle spalle questa sciagurata frazione e quello che torna sul parquet a partire dal secondo quarto è, più o meno, il Poppi che conosciamo e che si è guadagnato il primo posto in classifica fino ad ora. La difesa diventa l’arma in più dei casentinesi, che faranno rigireranno il favore ai padroni di casa facendogli segnare solo 7 punti prima dell’intervallo lungo, ed impattando proprio sul finale di tempo la partita a quota 26. Tutto può ancora succedere.
Anche perché alla guida della squadra Ubaldo si sente parecchio a suo agio, rinfaccia ad altri l’abbandono della nave in avaria e conduce la bagnarola verso la vittoria nel secondo tempo, mica come uno Schiettino qualunque. Il terzo quarto diventa a questo punto decisivo per gli ospiti, e viene affrontato col piglio giusto, con aggressività e finalmente anche il gioco sotto canestro inizia a pagare, con un Polmone altruista nell’attaccare la zona e un Leo in grande spolvero (nonostante abbia per la testa il suo nuovo iphone mandato in assistenza), che se non fosse per qualche presa saponata, farebbe un gran figurone. E poi c’è il Tani show, che sale in cattedra e leva in più di una occasione la castagne dal fuoco a Poppi. E se anche le triple di Mirco vanno a segno, il distacco si consolida automaticamente sul finire del terzo quarto. Nell’ultima frazione Poppi, che pare di una maturità superiore a quella mostrata solo qualche minuto avanti nel primo quarto, è brava a gestire il vantaggio e a rintuzzare i tentativi di Sales di tornare a contatto, e chiude la partita ben prima della sirena finale. Il punteggio di 48-60 racconta di una partita forse non spettacolare, me certamente combattuta ed importante.
L’emergenza neve è oramai nel suo vivo, ma sabato arrivano gli avversari da Impruneta per una partita che, se vinta, ci regalerebbe il primo posto matematico nel girone, in attesa della composizione del turno “ad orologio”, quindi fare bottino pieno è doveroso.
Il Bar Lando ha parlato!

all star game 2012…

26 gennaio 2012

Anche se la stagione NBA è stata accorciata a 66 partite, con un ritmo così frenetico che i giocatori sono stati autorizzati a doparsi in maniera direttamente proporzionale all’età da Mr Stern in persona, il tempo per una pausa lunga un fine settimana lo si trova sempre. Nella fattispecie il weekend incriminato è quello del 24-26 febbraio prossimi, e non è che i giocatori saranno liberi di andare a casa da mammà. Non tutti quanto meno. I più bravi si ritroveranno in quel di Orlando, Florida, e non per andare a Disneyland, ma per partecipare a quella carnevalata, a quella smargiassata, in una parola, a quell’Americanata che risponde al nome di All Star Game. E siccome trattasi di americanata con annessa palla a spicchi, ecco che noi del Bar Lando ci andiamo subito a nozze.
Ma non siamo da soli. Per l’occasione abbiamo trovato un valido compare, il buon Rob (al secolo Roberto Gennari) che, condividendo con noi la passione per la grande arancia, parteciperà ad un giochino semplice semplice: 10 scelte, 5 ad est e 5 ad ovest, per comporre i nostri quintetti titolari per la partita delle stelle. Si parte, per dovere di accoglienza, dall’ospite…

rob


WEST

Blake Griffin Onestamente parlando, ho dei seri dubbi che questo qua possa o potrà mai vincere qualcosa, visto com’era andata la sua militanza in NCAA e come stanno andando i suoi primi tempi in NBA. Però qua si tratta di dare spettacolo, e questo signore, onestamente, in questo ambito non è secondo a nessuno, complici anche dei mezzi fisici francamente illegali.
Kevin Love Perché un bianco che viaggia a 20 e 15 di media è una roba che in NBA non so neanche se rivedremo mai. Sicuro, anzi, più che sicuro che non ci andrà, però come faccio a non votarlo? Se un domani dovesse andare ai Lakers (ve la immaginate la coppia di ali Peace & Love?), secondo me se ne potrebbe riparlare.
Kobe Bryant L’ho detto tante volte, il nuovo Michael Jordan non esiste e non esisterà mai. Ma ecco, quando uno vede giocare Bryant, e ripensa anche solo di sfuggita alla carriera che ha avuto, come fa a dire che non è il giocatore più forte della NBA? Ergo, in un All-Star Game, può mancare il numero uno?
Jason Kidd Ok, qui qualcuno forse storcerà il naso. Ma se il sottoscritto ha sempre avuto un idolo assoluto, quello è proprio il play che ha iniziato e probabilmente finirà la sua carriera nei Mavs, come secondo miglior passatore di tutti i tempi. Per il breve periodo di tempo che ho trascorso a Poppi, ho vestito la maglia numero 5 proprio in suo onore. Anche qui, come fare a non votarlo?
Andrew Bynum Quando sta bene, è un fattore, ha senso della posizione, reattività, presenza dentro l’area e punti nelle mani. Ecco, magari il problema è: quando sta bene? E soprattutto, per quanto tempo? I non tifosi dei Lakers sperano che voglia riprendere coi problemi fisici in occasione dei playoff…

EST

Andrea Bargnani Nonostante le accuse di essere “soft”, di non essere un vincente e bla bla bla, Andrea Bargnani è verosimilmente uno dei cinque giocatori meno marcabili della Lega, per la sua capacità di metter palla a terra e tirare da fuori, roba da poterlo definire una guardia nel fisico di un pivot. In più è italiano: voto assolutamente d’obbligo.
LeBron James Alla sua età, Michael Jordan aveva vinto zero tituli, come avrebbe potuto dire un famoso allenatore di squadre calcistiche, e questa è una cosa che in molti tendono a sottovalutare. Il giocatore in assoluto più completo dell’NBA, capace di spostare una partita da solo, e probabilmente destinato a riscrivere parecchi book of records della NBA: se per caso dovesse vincere anche qualche anello, non oso immaginare quanta gente dovrebbe andare a nascondersi.
Dwyane Wade Insieme a Kobe, il miglior attaccante della Lega uno contro uno. Nonostante qualche problema di adattamento agli altri due di Miami, rimane un giocatore dalla classe cristallina, uno che peraltro non ha neanche un granché da dimostrare, avendo vinto un titolo da primattore già nel 2006.
John Wall Ok, potete storcere di nuovo la bocca. Ma secondo chi scrive, questo qua è il play del futuro, più di Derrick Rose – che è forse la migliore “combo guard”, nonché l’esclusione più sofferta da questi quintetti; più di Rajon Rondo, che in attacco convince ma non al 100%. Wall sa segnare, ha visione di gioco e fisicamente non va sotto contro nessuno. Unico neo, non è un gran tiratore da tre, ma neanche Kidd alla sua età lo era…
Dwight Howard In un’epoca in cui i centri veri in NBA sono una specie in via d’estinzione, dopo gli anni d’oro in cui c’erano Shaquille O’Neal e Hakeem Olajuwon, David Robinson e Pat Ewing, è chiaro che uno come lui sia dominante sotto le plance. In più, gli piace (anche troppo, a volte, a dire il vero) fare lo showman. Per cui, per lui, l’ASG è il palcoscenico perfetto.

Una parolina anche per il Write-in vote, che va a Marco Belinelli, uno che mi ha fatto sognare in azzurro, e che merita tutta la mia stima per essere rimasto in NBA ad ogni costo, quando tornare in Europa sarebbe stato per lui più redditizio e gli avrebbe permesso di avere un ruolo da sicuro protagonista. Un voto di stima, di rispetto e di affetto.

cliente #003 (per gli amici fede)


WEST

Blake Griffin Un anno da matricola da stropicciassi gli occhi, in cui tra una macchina saltata e una serie di avversari posterizzati, ha mostrato doti tecniche invidiabili. Adesso con CP3 in town, i Clippers sono un vero e proprio “Flying Circus”.
Kevin Durant Lo vedi così tutto minuto (rispetto agli altri) e ti chiedi come faccia a scontrarsi con le ali corazzate in stile LeBron delle altre squadre. Poi lo vedi giocare, e capisci che dopo Magic, e MJ è lui che può rivoluzionare il gioco ai giorni nostri.
Kobe Bryant Vabbé via, non chiedetemi di spiegarvi i motivi per i quali questo signore è il più forte della Lega. Bastino come biglietto da visita i quarantelli a ripetizione (con un polso a mezzo servizio) e robe tipo questa o questa…capito Serena?
Ricky Rubio Ho sempre pensato che l’NBA fosse l’habit naturale per il suo gioco, ma qui si va decisamente oltre. Nessuno oltreoceano avrebbe mai immaginato un simile impatto (comunque avere mister doppia doppia Love in squadra schifo non fa). L’ASG è il palcoscenico perfetto per smazzare un certo numero di alley oop da rivedere, e rivedere, e rivedere…
Kendrick Perkins Probabilmente non un centro da ASG, ma l’ho inserito perché è verosimilmente il motivo per cui i Thunder sono da anello. A Boston hanno finito la scorta di mani da mangiarsi.

EST

Andrea Bargnani Non solo patriotismo (il Gallo si sarebbe meritato la menzione a ovest, ma la concorrenza tra le ali è spietata), perché questo è il Mago più completo di sempre: punti come sempre, ma più personalità, più difesa e il doppio dei rimbalzi. Peccato anche più sfiga: afflitto dagli infortuni, Toronto (che già non è un granché) senza lui è 0W-8L.
LeBron James Non è bello da vedere, e per ora non può essere considerato un vincente, ma è devastante se vuole, un highlight vivente.
Ray Allen 36 anni suonati, un film che ne segna il nickname alle spalle e il tiro più bello da vedere dell’intera lega…e il 56% da oltre l’arco in questa stagione.
Derrick Rose Semplicemente la point più devastante dell’intera nba. E quest’anno ha pure incrementato significativamente la voce “assist”, segno di una maturità oramai conclamata. E Chicago quest’anno fa davvero paura.
Joakim Noah Il fatto è che Howard mi rimane un po’ qua, e sfogliando il mazzo dei possibili centri ho voluto premiare l’abnegazione e l’impegno di chi non era in casa quando distribuivano il talento. Questo ragazzo tutto energia e impegno ha già imparato come vincere (e rivincere) in un contesto complicato come l’ncaa, e non bastano i fenomeni in squadra per mettersi un anello al dito.

cliente #002 (altresì noto come puccio)


WEST

Kevin Durant Miglior marcatore della scorsa stagione e giocatore spettacoloso. Spettacolare al punto giusto ma mai sopra le righe.
Danilo Gallinari Votazione patriottica ma ormai si sta imponendo come leader a Denver e la prestazione dell’altra notte a al Garden non lo fa sfigurare affatto nel mio All star team.
Kobe Bryant C’è da dire qualcosa? Gioca senza un dito e risulta ancora essere il giocatore più forte della Lega. Scelta obbligata.
Chris Paul Il play più forte della Lega. Ha ridato un senso ai poveri Clippers dandogli concrete possibilità di essere protagonisti sia nella regular che nei play-offs.
Marc Gasol Tra i centri disponibili era quello che preferivo. Ad un All-Star game può dire poco però come giocatore lo preferisco rispetto a Bynum.

EST

Andrea Bargnani Altro voto patriottico ma il suo rollino in questo inizio da stagione lo pone tra i papabili. Potrebbe essere la sua consacrazione.
LeBron James Il re scoronato potrà essere antipatico quanto volete però domina il parquet come e quando vuole.
Derrick Rose È il giocatore per il quale il sindacato dei giocatori ha ingegnato una regola ad personam per permettergli di essere il primo giocatore a firmare, alla sua età, un contratto a quelle cifre (5 anni a 94 milioni di $). MVP della passata stagione ed altamente spettacolare da vedere.Che volete di più?
Dwayne Wade Se non è la guardia più forte della Lega, poco ci manca. Veloce, atletico, tecnico e spettacolare. Selezionato di diritto.
Dwight Howard L’All Star Game è il suo palcoscenico naturale. Simpatico e divertente. Poi, se ci aggiungete il fatto chè è il centro più dominante del campionato, il piatto è servito.

la classifica: decima giornata…

25 gennaio 2012

pall. poppi vs montevarchi 70-52…

23 gennaio 2012

Al PalaBindi va in scena il big match. Si deve infatti decidere chi tra Poppi e Montevarchi meriti di più la vetta. Inizialmente si era pensato ad una gara a chi pisciava più lontano, poi visto che i valdarnesi erano venuti con il completino nella borsa, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo alzato la palla a due.
Già il primo tempo fa vedere che la partita sarà godibile. In effetti Poppi riesce dove aveva faticato nelle ultime partite, ovvero riuscire ad entrare con rapidità in partita, con una buona intensità in tutte e due le metà del campo. E del resto non sarebbe la scelta più appropriata fare altrimenti, dato che anche Montevarchi mette un tigre nel motore e inizia la partita a mille, facendo una buona difesa aggressiva, tentando di correre e penetrando usando il fisico e le gambe. Il punto però è che Poppi riesce a scardinare benino le difese degli ospiti e dopo un po’ prende le misure anche difensivamente: il fatto è che a Montevarchi manca in effetti un po’ di centimetri sotto canestro (i chili, del resto, non mancano) e dopo lo slancio iniziale pagano questa carenza e il primo quarto si chiude sul 22-14. Ma tutto questo è solo un antipasto per quello che ci aspetta nel secondo quarto, frazione in cui Poppi mostra il meglio del suo basket visto finora quest’anno. I padroni di casa non sbagliano un colpo e tra una finta di Palazzo, un assist del Baco e una penetrazione di Tani, infilano tanta carica agonistica, un Johnny che spazzola i vetri e Mirco che sguscia via che è un piacere tra le maglie della zona di Montevarchi che proprio impeccabile diciamo che non è. Un quarto da stropicciarsi gli occhi soprattutto in difesa, con gli ospiti tenuti a 6 punti e il tabellone che dice 41-20 all’intervallo lungo.
La tensione cala leggermente in avvio di terzo quarto, come di solito avviene con vantaggi così marcati. C’è pure chi avanza l’idea che non ci sia poi troppo di che divertirsi, ma appena si rompe il fiato torna in campo tutta la carica e la voglia di chiudere il match, e allora tra una stoppata e l’altra (mai viste tante in una gara) anche il terzo quarto va in ghiaccio a +22 (54-32). Coach Ceccherini può quindi ordinare alla squadra la gestione ragionata del vantaggio, il che vuol dire dentro Ubaldo più il manipolo di giocatori più giovani. E pure in questo caso il vantaggio cresce fino a circa 25 punti, dato che anche Lorenzo decide finalmente che è l’ora di partecipare alla festa. Leo ci delizia con un paio di sportellate delle sue e si fa presto ad arrivare a 2 minuti dalla sirena. Finalmente arriva il tempo di sedersi e godersi il successo, lo svantaggio degli ospiti torna sotto ai 20 punti anche grazie a qualche tripla che finalmente (per loro) decide di entrare (in particolare il sosia di Giovinco spara due rimesse laterali da 8 metri incredibilmente a segno..parblé!). Finisce 70-58, giusto in tempo per gufare la Giuve. Non serve a nulla, ma pure noi siamo primi in classifica, e il nostro coach non ha rubato i capelli ad un omino del playmobil.
Il Bar Lando ha parlato!

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